Cancro alle ovaie, isolato gene

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Il cancro ovarico è il tumore ginecologico dal più elevato tasso di mortalità: il 50% delle pazienti non sopravvive. Si tratta di una patologia molto particolare, ritenuta “misteriosa” dagli stessi ricercatori, che per anni si sono interrogati, studiandola, sul perché fosse così letale.

La risposta potrebbe arrivare presto: è stato infatti isolato un suo gene, lo stesso che potrebbe spiegare la risposta immunitaria che il tumore crea nel corpo delle donne.

Questo “killer silente”( è stato ribattezzato così dai ricercatori di tutto il mondo, n.d.r.) fa registrare ogni anno 20mila casi nel mondo, di cui 4mila solo in Italia.

L’isolamento del gene è ad opera dei ricercatori del Laboratorio di Genetica Umana del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Molecolari dell’Università dell’Insubria, guidati dal Prof. Roberto Taramelli, docente di Genetica Umana presso la facoltà di Scienze a Varese.  Il gene isolato, battezzato “RNASET2” è adibito alla condifica di una particolare proteina enzimatica chiamata dal corpo umano a stimolare la produzione e la diffusione dei macrofagi, cellule adibite alla stimolazione del nostro sistema immunitario. Si tratta di cellule che dovrebbero circoscrivere la crescita tumorale e aumentare la resistenza del corpo al cancro ovarico. Ciò che è stato posto al centro di questo studio è proprio lo scorretto funzionamento del gene in questo particolare tumore.

Esso presenta infatti in questo caso una alterazione che porta il nostro sistema immunitario a non reagire, aiutando la diffusione del cancro. La sintomatologia dello stesso, mal di schiena e dolori addominali, non contribuisce ad una diagnosi precoce: la donna spesso e volentieri si rivolge al proprio medico quando la situazione è ormai compromessa. Spiega il prof. Taramelli  in merito alla scoperta del gene ed alla nuova tendenza nel voler partire dalla risposta immunologica dei pazienti:

Questo è chiaramente un cambiamento di paradigma che […]sposta l’enfasi non verso lo studio della suscettibilità ad ammalarsi di cancro ma verso lo studio della resistenza nei confronti della malattia. Solo considerando il cancro a questo alto livello di organizzazione si può comprendere tale fenomeno.

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