Postura, una tuta tecnologica per migliorarla

Postura corretta

La postura è è di fondamentale importanza ai fini di un corretto equilibrio del corpo, e per ridurre l’incidenza di diverse malattie, come le lombalgie o le più banali cefalee. Ma una tuta super tecnologica potrebbe aiutare a migliorare le capacità motorie delle persone anziane, o con patologie degenerative come il Parkinson, e di chi più semplicemente paga il protrarsi di cattive abitudini.

Il sistema si chiama Human Body Posturizer (Hbp) ed è stato sviluppato da Maurizio Ripani, docente di anatomia presso l’Università del Foro Italico a Roma. L’efficacia del prodotto è stata testata da un team di esperti su un campione di 20 pazienti affetti da disturbi muscolo-scheletrici, con un’età media di 65 anni. Tutti i partecipanti che hanno indossato la Hbp per 30-40 minuti al giorno per 1 mese, hanno raddoppiano la loro capacità motoria.

Come ha spiegato l’autore della tuta:

Dai primi risultati abbiamo visto dei dati incoraggianti anche su patologie neurologiche come la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) o i fenomeni parkinsoniani. Ma dobbiamo andare avanti nella ricerca. Il sistema Hbp ha lo scopo di controllare la postura eretta bipede mantenendo l’equilibro statico attraverso il sistema recettoriale periferico, che invia propri segnali al sistema nervoso centrale, il quale provvede agli aggiustamenti posturali del corpo.

La tuta è costituita da più componenti articolati tra di loro che permettono al soggetto di modificare il proprio assetto posturale in equilibrio statico. L’esoscheletro ha dimostrato la sua validità su molte patologie ortopediche. Ad esempio a livello lombare, o nel recupero dell’equilibrio e della stabilità degli anziani dopo ricadute frequenti. Inoltre il 64,7% dei soggetti che ha testato la tuta ha riscontrato un senso di leggerezza e l’82,3% non l’ha trovata affatto pesante.

La tuta, potrebbe essere un valido aiuto per gli anziani, che sono soliti sostenersi usando il bastone o il girello, tanto più che l’esoscheletro agisce ricostruendo l’immagine motoria a livello del cervelletto. In questo modo, l’anziano sarà inizialmente sostenuto dall’esoscheltro, e successivamente l’azione diventerà automatica, anche dopo aver lasciato la tuta.

Photo Credit|ThinkStock

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