Problemi di coppia? Continuate a fare l’amore

I problemi sessuali hanno andamenti molto diversi e possono essere classificati in relazione alla loro insorgenza e/o permanenza. Potremmo dire che è normale avere dei problemi sessuali nel corso della vita perché ci sono tante cause che possono impedire o ridurre il desiderio, l’eccitazione ed il piacere sessuale. Bisogna cercare aiuto se i problemi sessuali che insorgono tendono a trasformarsi in permanenti, la cattiva riuscita della sessualità è infatti uno dei primi fattori di fuga dalla sessualità stessa. Quando i problemi sono permanenti bisogna scoprire se sono collegabili ad un particolare periodo di

  •  stress
  •  depressione
  • eventi di vita, o se sono espressione di
  • una scontentezza relazionale che collega il problema direttamente alle delusioni, alle rabbie che il/la partner produce nella vita di coppia e nella sessualità.
  •  Gli eventi di vita che diventano causa di disagio o danno nella sessualità vanno vissuti in modo più tranquillo perché sono facilmente causa, ma tendono ad influenzare la sessualità in modo transitorio. Più attenzione va dedicata all’assunzione di farmaci per tensione o insonnia che possono contenere controindicazioni rispetto al desiderio sessuale. Il medico potrà consigliare una scelta meno dannosa. Gli aspetti relazionali invece chiedono una comprensione più accurata delle cause, una preparazione delle soluzioni, altrimenti la sessualità tende a ridursi fino a scomparire.

    Ci sono persone che arrivano progressivamente a ritmi impossibili come una volta al mese, ogni due mesi, ad avere incontri sessuali solo in alcuni periodi dell’anno. Le cause di difficoltà più frequenti sono:

    •  una nuova consapevolezza che dalla sessualità si potrebbe ottenere di più (aumento della competenza nei propri gusti);
    • la scoperta di piaceri diversi legati ad un tradimento o ad una storia (consapevolezza che siamo capaci con altri partner di funzionare meglio);
    • delusioni nelle scelte di vita (scoperta della differenza del/della partner, nostri ideali e desideri);
    • problemi collegati ad un copione sessuale che mostra in modo forte la mancanza di attenzione all’altra persona (distrazione, indifferenza, egoismo sessuale, ripetitività di gesti indesiderati, brutalità).

    La sessualità rappresenta una risorsa inalienabile perché ci racconta del nostro essere persona, della nostra identità, della capacità di vivere il corpo come una risorsa sensoriale, come una centrale di sensazioni che possono arricchirci anche in assenza di relazioni stabili o durature. Pensare in termini sessuali vuol dire potenziare le nostre centrali sensoriali, attingere alla competenza che il corpo possiede di andare in cerca di risposte, di avere voglia di coccole, di intensità, di contatto, di abbandono. affidamento all’altro/a, del piacere di dare piacere.

    Avere piacere e dare piacere può rendere la nostra vita più calda, piena di emozioni che possono tranquillamente nascere ed essere alimentate anche all’interno di rapporti stabili e duraturi, se evitiamo di precipitare in un narcisismo negativo che ci porta ad essere avari dei contatti o a trasformare in ostilità corporea tutti i conflitti relazionali. E’ molto pericoloso leggere tutte le parti delle relazioni (dialogo, regole, gestione della cura, finanze, allevamento dei figli, relazioni con le famiglie di origine) concatenate in termini di divieti come quando ci autorizziamo a pensare: “Dato che non ci capiamo o che abbiamo litigato non facciamo l’amore”.

     Esiste una letteratura sui comportamenti che autorizziamo a noi stessi e nella vita di coppia per allontanarci dalla gioia di un incontro sessuale nelle sue diverse e possibili forme, dal bacio all’atto completo, senza capire che la chiusura e la crisi del corpo e dell’intimità costruiscono barriere. Lo scudo che costruiamo, a volte in modo inconscio, ci impedisce il rilassamento, la serena occupazione dello spazio di casa, del bagno, della camera da letto, rende difficile la nostra nudità e il sereno abbandono che vorremo vivere.

     L’emancipazione dovrebbe portare con sé un franco dialogo sulla sessualità e la competenza ad entrare nella dimensione di intimità senza portare dentro problemi provenienti da altre aree della relazione: è ingiusto chiudere la comunicazione corporea perché non ci siamo capiti nella gestione dei figli o delle risorse economiche perché questo crea solo confusione nella comunicazione.

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